L’ultimo miglio

L’ultimo miglio

Credo di essere stato uno dei primi clienti di Amazon in Italia ad acquistare libri in inglese presso il loro sito americano o inglese. Era l’anno 2002 ed io ero un cittadino spagnolo che viveva in Italia e che voleva imparare l’inglese da solo. Ricordo quando aspettavo che Poste Italiane mi portasse il pacco a casa. A quei tempi il postino doveva fare qualche gioco di equilibrio nel posizionare il pacco in cima alle cassette postali degli appartamenti, che non erano adatte a ricevere nulla di più che semplici lettere. Osservavo con un certo divertimento come i miei vicini guardassero sorpresi me e il pacco. A quei tempi in Italia acquistare online era considerato un qualcosa di molto vicino ad una follia.   Al giorno d’oggi invece l’acquisto online è un’abitudine in costante aumento in tutto il mondo. Oggi come allora l’ultimo passaggio, quello della consegna del pacco al cliente finale, rappresenta ancora la parte più problematica. Non esistono cassette postali condominiali progettate per questo scopo, ed i problemi che ne derivano stanno crescendo in modo esponenziale.   Il termine “ultimo miglio” indica la movimentazione delle merci da un magazzino alla loro destinazione finale. Quest’ultimo passaggio è il più costoso e rappresenta circa un terzo del costo totale del trasporto. E continuerà a crescere per diversi motivi:  

 

  • Crescita dell’e-commerce: Secondo un rapporto di eMarketer.com si prevede che le vendite online saranno circa il 22% delle vendite totali al dettaglio entro il 2023. A questa crescita però corrisponde un aumento esponenziale o quasi delle problematiche di carattere logistico in quanto alla gestione ordinaria si sovrappone quella dei prodotti mandati indietro, che rende il sistema molto più articolato e complesso.
  • Maggiori aspettative: i clienti desiderano la consegna in giornata o addirittura in 30 minuti. Le tecniche di ottimizzazione del percorso potrebbero essere insufficienti per soddisfare queste aspettative.
  • Aree urbane: la popolazione nelle aree urbane continua ad aumentare, a livello globale. Più persone nelle città significa più ingorghi e maggiori difficoltà nelle comunicazioni, quindi ulteriori problemi e costi per consegnare gli ordini al cliente finale.

 

 Non è difficile capire perché i costi di spedizione di Amazon sono cresciuti del 43% per il Q4 del 2019 rispetto al Q4 del 2018 secondo quanto da loro stessi riportato.   Oltre all’aumento dei costi legati alla logistica c’è un altro problema che è diventato impossibile da ignorare. Le persone non sono sempre in casa quando arriva il pacco, e questo ha generato una nuova “tribù” di ladri specializzati nel furto di pacchetti, i “porch pirates“. Alcuni dipartimenti di polizia collaborano con Amazon per catturare i ladri, installando campanelli con telecamere e inserendo dispositivi di localizzazione in pacchetti falsi. Per chi vive in un’area coperta, Amazon offre il servizio Amazon Key per la consegna a domicilio anche se in casa non c’è nessuno. Installato il dispositivo Key Smart Lock, dal costo di alcune centinaia di dollari, il corriere Amazon potrà depositare il collo direttamente dentro casa. Il servizio funziona, tuttavia è riservato a chi è disposto ad investire del danaro per far entrare degli estranei dentro casa.   In che modo il settore sta cercando di risolvere questi due problemi? Molte strategie diverse sono attualmente in fase di sperimentazione. Vediamone alcune in base al problema che mirano a risolvere:   Riduzione dei costi:   Esistono diversi test per la consegna tramite veicoli autonomi e droni, che consentano di rispettare i tempi di consegna previsti riducendo il più possibile i costi ad essi correlati. I robot di consegna, che siano terrestri o droni, rappresentano un settore che dovrebbe crescere di quasi il 20% all’anno secondo Markets and Markets.   Nuro, una startup che ha ottenuto un finanziamento di 940 milioni di dollari dalla Soft Bank Vision Fund, ha appena ottenuto l’autorizzazione dal governo federale per il suo veicolo elettrico senza-conducente “R2”.

Nuro ha collaborato con Kroger ad un programma pilota in Arizona per il servizio di consegna. Nel giugno dello scorso anno ha annunciato una partnership con Domino’s Pizza per la consegna a domicilio nella zona di Houston tramite il veicolo elettrico “R2”. Amazon sta testando il suo robot di consegna “Amazon Scout” nel sud della California.  Allo stesso tempo l’azienda ha ordinato 100.000 furgoni elettrici a Rivian, per un totale di oltre 4 miliardi di dollari. Questi veicoli useranno diverse tecnologie, come per esempio Alexa, per assistere il guidatore e contemporaneamente contribuiranno a rendere più ecologica la consegna nell’ultimo miglio.   Startship, una startup lanciata dai co-fondatori di Skype, Ahti Heinla e Janus Friis, ha annunciato 100.000 consegne completate entro agosto 2019 collaborando con Co-op, un negozio di alimentari del Regno Unito. Boxbot, supportato da Toyota, offre un servizio che include veicoli di consegna e un hub automatizzato per le consegne dell’ultimo miglio. Al momento stanno sperimentando veicoli senza conducente e furgoni per consegna pacchi con conducente.   FedEx ha anche testato il SameDay Bot, e l’anno scorso ha annunciato una collaborazione con Pizza Hut per testare il servizio in alcune città. Molte altre startup si stanno unendo a questo settore: Dispatch, Savioke, Marble, Piaggio Fast Forward, Kiwi Campus, Robby Technologies o Teleretail sono solo alcune di queste. Puoi dare un’occhiata più approfondita qui.   Amazon ha annunciato lo scorso giugno il suo primo drone Prime Air, un drone elettrico che “può volare fino a 15 miglia ed effettuare la consegna di colli con un peso inferiore alle cinque libbre (circa 2,5 Kg) in meno di 30 minuti”. Puoi vederlo qui. Molte altre startup e aziende stanno investendo in questa tecnologia, come Flirtey, in collaborazione con la catena 7-Eleven. Puoi trovare maggiori informazioni su prnewswire.com.   Oltre alla tecnologia, altre soluzioni possono presentarsi sotto forma di collaborazioni con altre parti interessate. UberEATS e Amazon Flex sono sistemi basati sulla filosofia Uber che consentono ai conducenti di guadagnare del denaro consegnando i pacchi. Diverse aziende concentrano la propria attività principale nella logistica dell’ultimo miglio. Essendo questo un settore di mercato altamente sensibile ai prezzi, molti saranno destinati al fallimento mentre altri potrebbero avere successo e creare nuovi modelli di business. Vedremo! Proprio di recente Skipcart ha terminato la sua collaborazione con Walmart dopo aver servito 126 dei suoi negozi in 32 stati per un anno. Il motivo, secondo il CEO di Skipcart, era che la sua azienda stava perdendo denaro e che non ritiene praticabile la consegna dell’ultimo miglio per il settore alimentare.  

 

Quando non sei a casa

Molti di noi di solito durante il giorno non sono in casa e preferiscono ritirare i propri pacchi vicino alla propria abitazione, in ufficio o sulla strada di casa, evitando gli inconvenienti ed i rischi legati ai pacchi non custoditi. La prima soluzione a questo problema sono stati gli armadietti gialli installati da Amazon a partire dal 2011, soluzione adottata anche da molte altre aziende. Li si trovano nelle stazioni di servizio, nelle stazioni ferroviarie e in molte altre strutture pubbliche. La consegna dall’hub agli armadietti non è completa, ma determina una notevole riduzione di costi e tempi.   Una variante a questa soluzione sono sistemi che si trovano nel negozio che ha effettuato la vendita online. Parliamo quindi del modello “click and collect” utilizzato da molti negozi per due motivi principali: nessun costo di consegna, e la possibilità di vendere qualcos’altro al cliente una volta che è entrato nel negozio. I negozi preparano gli ordini e li mettono in attesa che i clienti li ritirino. Una volta arrivato il cliente potrà utilizzare o un servizio di ritiro “curbside pickup”, in cui qualcuno dal negozio gli porterà l’ordine, oppure utilizzare sistemi di ritiro automatizzati. Questi sistemi possono essere armadietti intelligenti, torri o altro.   Molte startup e aziende stanno lavorando ad armadietti intelligenti e sistemi simili. Un esempio emblematico è Cleveron, un’azienda estone che propone un ampio spettro di prodotti diversi per esigenze diverse:  

Pickup Tower 401 ha già installato 1.600 torri per Walmart, il suo cliente più noto per questo prodotto.

Claveron 402 è un sistema automatico di raccolta ordini e consegna prodotti. Inditex, lo sta installando nei negozi Zara, il suo marchio più pregiato.

Cleveron 501 è un pickup per generi alimentari da installare all’aperto con due diverse aree a temperatura controllata.  

 

Ce ne sono molti altri, come ho potuto vedere sia nello show NRF, sia nello show Euroshop, ma questo esempio dovrebbe mostrare dove si sta dirigendo questo settore. L’unico inconveniente che questo tipo di soluzione presenta è che i negozi hanno sempre bisogno di un magazzino o di un centro di evasione ordini, nonché di un sistema di consegna e ritiro.   Fornendo un supporto per il ritiro in automobile e non dovendo utilizzare due diversi sistemi di immagazzinaggio, il centro di micro-fulfillment è una valida alternativa che può superare i vantaggi degli armadietti intelligenti.

Questa soluzione consente una rapida preparazione degli ordini, che possono essere immagazzinati fino al momento necessario e consegnati in pochi secondi al cliente o all’impiegato che porterà i colli al cliente presso la sua auto: tutte le soluzioni in un unico sistema.